mercoledì 2 giugno 2010
I percorsi di Grimpeur.it : Le salite del Pirata - 90 Km.
Un giro in bicicletta è di certo uno dei modi più suggestivi per esplorare e vivere i nuovi territori 'conquistati' dalla Romagna alle Marche.
7 comuni della Valmarecchia sono passati da pochi mesi dalla provincia di Pesaro a quella di Rimini.
Un cambio di Regione, un fatto unico nella storia della nostra Nazione.
Come ottimo punto di partenza vi consiglio la cittadina di Novafeltria, (H) a 30km da Rimini. Il centro più grande della zona, buono per parcheggiare l'auto e salire in sella alla scoperta delle colline circostanti, verso "Le salite del Pirata".
Direzione Pennabilli, verso la Toscana. Percorrerete la SP258 (direzione San Sepolcro) in un continuo leggero saliscendi, con qualche breve impennata, fino all'abitato di Ponte Messa (B) dopo circa 10km.
A sinistra prenderete la strada che vi porta a Pennabilli. Qui inizia la salita. 3 km non particolarmente suggestivi, buoni per scaldarsi.
Pennabilli si farà ammirare per la sua particolare conformazione e interessanti scorci.
Seguite ora le indicazioni per Carpegna.
Dopo un paio di km dal centro del paese troverete l'inizio della prima salita del Pirata.
La Cantoniera.
Ammirate il paesaggio spettacolare o date il massimo per la vostra prestazione cronometrica.
Giunti al primo traguardo in località Cantoniera scendete poi per 4km verso Carpegna (C). Recuperate le energie...
...vi aspetta il "Carpegna".
In pieno centro paese troverete le chiare indicazioni per il Cippo. Aiutatevi con le immagini su Grimpeur.it per non sbagliare l'attacco alla salita.
E' la prova più impegnativa della zona. I 6km su cui Pantani esprimeva il suo innato talento. Stringete i denti e conquistate con orgoglio questo traguardo.
Giunti in vetta al monte godetevi il panorama appenninico di fianco alla gigantografia del Pirata.
Proseguite lungo la strada, in discesa, tornerete al Passo della Cantoniera. Riagganciati alla strada principale ripercorrete la discesa già fatta verso Carpegna, attraversatela e dirigetevi verso Villagrande di Montecopiolo. Questo tratto è tipicamente collinare, fatto di salite e discese, con qualche impennata, ma mai troppo ardua.
Giunti a Villagrande prestate particolare attenzione a seguire le indicazioni per Soanne. Non dovrete proseguire per Pugliano/San Leo.
Giunti a Soanne (D) dopo una appagante e divertentissima discesa proseguite ancora in discesa seguendo per il Lago di Andreuccio/Maciano/Novafeltria. Raggiungerete così di nuovo la SP258 facendo ritorno al punto di partenza.
Ma in località Ponte Baffoni volterete a destra iniziando così la terza ed ultima salita del Pirata.
La Pugliano.
La stanchezza inizierà a farsi sentire, sono sicuro! ma è l'ultima asperità del vostro giro ciclistico fra Marche e Romagna.
Giunti al traguardo, posto al bivio (E) per San Leo , proseguirete a sinistra scendendo verso questa bellissima città che si presenterà in tutto il suo spendore dominata dalla imponente Rocca.
Il tuor per la Valmarecchia è quasi giunto al suo termine. Prendete le indicazioni per Novafeltria (bivio a sinistra subito dopo il bivio che vi porta al centro di San Leo (F).
Tornati sulla SP258 (G) voltate a sinistra e proseguite per pochi km fino a tornare al vostro punto di partenza (H).
90 km per niente facili.
Sebbene il chilometraggio sia di media difficoltà ricordate che i tratti in pianura sono praticamente inesistenti.
Un giro ciclistico perfetto per chi adora la salita, spesso pedalabile, a tratti estremamente difficile.
Per chi ama il risultato cronometrico le tre salite del Pirata così suggerite diventano una prova decisamente ardua, da ottimo ciclista.
Per chi ama gustarsi il paesaggio e la ottima cucina locale, questo tracciato offre quanto di meglio sotto tutti gli aspetti... non devete far altro che assaporare a pieno la vostra giornata in Valmarecchia.
Michele Zucchi per Grimpeur.it
Guarda il percorso su google.maps
domenica 16 maggio 2010
Non solo salite! Ti piacciono i film? In regalo un inedito cortometraggio. Scaricalo subito!
18 minuti coinvolgenti!
18 minuti che ti incolleranno allo schermo!!
18 minuti di puro cinema!!!
Michele Zucchi e la sua passione per il cinema (non solo per il ciclismo) ha dato vita a questo cortometraggio girato fra amici.
Una storia che affonda le radici nel tempo, quando da adolescente girò un film per divertirsi con gli amici.
Ora a distanza di anni gli amici si ritrovano e girano questo corto con qualche cognizione in più, qualche mezzo più professionale, ma con il divertimento amatoriale che sta dietro a queste esperienze.
Gustati questo film.
Guardalo, magari riguardalo, e poi lascia il tuo commento, bello o brutto, di apprezzamento o impietoso (nessuno si offende!).
Il filmato è in formato divx (mp4) . Dimensioni: 175 MB.
Il film sarà scaricabile fino al 30/6/2010.Se avete problemi nella visualizzazione, scaricate il programma open source Videolan:
http://www.videolan.org/ - www.videolan.org/
sabato 8 maggio 2010
I protagonisti: intervista a Davide Panzeri, vincitore della Tris del Lario 2009
Davide Panzeri è il vincitore di tre edizioni della Tris del Lario, nel 2006 , 2007 e 2009.
Ha accettato di rispondere alla nostra breve intervista che di seguito vi proponiamo.

Buongiorno Davide. Innanzitutto ti ringraziamo per la partecipazione alla nostra manifestazione.
Vuoi presentarti brevemente?
Buongiorno a tutti.
Mi chiamo Davide Panzeri, classe 1971, vivo a Malgrate (LC), lavoro come impiegato presso un'impresa edile del lecchese, sono alto 1.72, peso forma 53 kg. , e ciclisticamente parlando mi considero a tutti gli effetti uno scalatore puro …
Difendo i colori del Bike Team Formaggilandia2, squadra all'interno della quale ormai sono unanimemente conosciuto con il soprannome di "Davidino".
Come è nata la passione per il ciclismo?
Ho cominciato ad appassionarmi al ciclismo relativamente tardi, nel 1998, in parte convinto da amici che già praticavano questo sport, ed in parte spinto dalla necessità di trovare un'attività alternativa all'altra mia grande passione : la montagna, ambiente che ho da sempre nel cuore, e in cui pratico tutt’ora diverse specialità come trekking, corsa in montagna e skyrace, ma che non riesco più a frequentare con continuità a causa di ricorrenti problemi ai legamenti di una caviglia.
Sappiamo che qualche anno fa avevi ottenuto ottimi risultati in altri sport.
Si, effettivamente nella corsa in montagna, ed in particolare in competizioni "only up", mi sono tolto alcune belle soddisfazioni ottenendo riscontri cronometrici di tutto rispetto in diverse gare e stabilendo nel 2007 anche il record nel Vertical Kilometer di Chiavenna, mille metri di dislivello positivo superati in poco meno di 35', ad una VAM di oltre 1700 mt/h, arrivando a pochi secondi da quello che sino a quel momento era il record mondiale della specialità.
I tuoi record - registrati su Grimpeur.it - sulle salite della Tris del Lario sono di tutto rispetto;
12:24 sulla Onno, 24:15 sul Ghisallo e 38:50 sulla Nesso. Quanto ti sei dovuto allenare per ottenere questi risultati?
Tanto …, risultati così non si possono improvvisare ma sono il frutto di migliaia e migliaia di metri di dislivello in salita e dure sessioni di lavori specifici. Bisogna essere disposti a fare tanta fatica e sacrifici, ma personalmente sotto questo aspetto mi reputo fortunato in quanto sino ad ora sono sempre stato assistito da grande entusiasmo e forza di volontà. Per me affrontare una salita o effettuare dei lavori specifici non è mai sentito come un peso, e questo non penso sia da tutti, certamente è un bel vantaggio ...
Il problema degli amatori è riuscire a condividere gli impegni famigliari, lavorativi con quelli sportivi. Tu come ci riesci?
Bè, non è facile, ma determinazione e passione consentono di organizzarsi al meglio e "trovare" i giusti spazi da dedicare agli allenamenti, programmando per esempio le uscite feriali durante la semplice pausa pranzo o, in primavera / estate, all'alba prima di cominciare la giornata lavorativa.
Ad ogni modo volontà e carattere non devono mai mancare.
Sappiamo che partecipi a pochissime gare amatoriali; c'è un motivo particolare?
Sostanzialmente perche a me piace pedalare e correre sopratutto per stare bene con me stesso alla continua ricerca dei i miei limiti personali e l’attività sportiva ha un ruolo fondamentale nel consentirmi di trovare un giusto equilibrio anche in tutto il resto delle cose.
Lo spirito agonistico certamente non mi manca e per questo ogni tanto trovo anche giusto mettermi in gioco e accettare il confronto con gli altri e quando ciò avviene voglio arrivare all’appuntamento con la corsa preparato al meglio e con la consapevolezza di poter dare il 100% delle mie possibilità.
Vuoi dare qualche consiglio ai giovani che si stanno avvicinando al ciclismo?
Certo, voglio dire che il ciclismo, così come la corsa in montagna, e gli altri sport di fatica, se affrontati con sani principi, si rivelano una vera e propria scuola di vita contribuendo alla formazione del carattere di una persona. A me hanno dato tantissimo insegnandomi ad affrontare nella giusta maniera le situazioni, i problemi e le difficoltà che frequentemente poi la vita di tutti i giorni ci presenta. E questo in particolare nelle nuove generazioni nelle quali spesso si denota la mancanza di riferimenti da seguire, non è cosa da poco...
Il Giro d'Italia 2010 è alle porte; chi è il tuo favorito e cosa pensi di Riccardo Riccò al suo rientro dopo lo stop forzato?
Per il Giro d'Italia il mio favorito e anche l'atleta per il quale tiferò è il campione del mondo Cadel Evans.
L'estate scorsa ad agosto mi è capitato di incrociarlo più di una volta mentre si allenava sui passi alpini tra St.Moritz e Livigno e ho avuto anche la possibilità di scambiare con lui quattro chiacchiere restando favorevolmente colpito dalla sua disponibilità e impressionato per i duri allenamenti in solitudine ai quali si sottoponeva dimostrando un carattere e un volontà ferree. Un mese e mezzo dopo a Mendrisio si sarebbe laureato campione del mondo...
Relativamente a Riccò invece trovo giusto che non sia stato invitato al Giro. I suoi modi spesso arroganti non mi sono mai piaciuti, e dopo la sua ammissione di essersi dopato con il ciclismo agonistico non avrebbe più dovuto avere nulla a che fare. Questo semplicemente per una forma di rispetto verso tutte le persone che credono nei principi di uno sport pulito, praticandolo nelle regole, o anche solamente tifando con fiducia per un campione.
Ultima domanda: i tuoi obiettivi per questa stagione?
L'obiettivo primario come sempre sarà quello di confermarmi sui miei livelli, in quanto ciò significherebbe che anche per la stagione alle porte avrò avuto la fortuna di potermi dedicare con continuità e senza particolari problemi alla mia passione e questa è la cosa fondamentale.
Poi conto di partecipare a 3-4 granfondo e a qualche gara in salita presente in zona.
Infine con gli amici del Bike Team Formaggilandia2 stiamo pianificando qualche bella trasferta in compagnia
sulle alpi alla scoperta di itinerari e passi alpini per apprezzare le bellezze della natura in “relativa” tranquillità.
Concludo approfittandone per fare nuovamente i complimenti a tutto lo staff organizzativo per la vostra bella manifestazione e augurando di cuore buone pedalate a tutti !!!, ciao
Davide
Ha accettato di rispondere alla nostra breve intervista che di seguito vi proponiamo.
Buongiorno Davide. Innanzitutto ti ringraziamo per la partecipazione alla nostra manifestazione.
Vuoi presentarti brevemente?
Buongiorno a tutti.
Mi chiamo Davide Panzeri, classe 1971, vivo a Malgrate (LC), lavoro come impiegato presso un'impresa edile del lecchese, sono alto 1.72, peso forma 53 kg. , e ciclisticamente parlando mi considero a tutti gli effetti uno scalatore puro …
Difendo i colori del Bike Team Formaggilandia2, squadra all'interno della quale ormai sono unanimemente conosciuto con il soprannome di "Davidino".
Come è nata la passione per il ciclismo?
Ho cominciato ad appassionarmi al ciclismo relativamente tardi, nel 1998, in parte convinto da amici che già praticavano questo sport, ed in parte spinto dalla necessità di trovare un'attività alternativa all'altra mia grande passione : la montagna, ambiente che ho da sempre nel cuore, e in cui pratico tutt’ora diverse specialità come trekking, corsa in montagna e skyrace, ma che non riesco più a frequentare con continuità a causa di ricorrenti problemi ai legamenti di una caviglia.
Sappiamo che qualche anno fa avevi ottenuto ottimi risultati in altri sport.
Si, effettivamente nella corsa in montagna, ed in particolare in competizioni "only up", mi sono tolto alcune belle soddisfazioni ottenendo riscontri cronometrici di tutto rispetto in diverse gare e stabilendo nel 2007 anche il record nel Vertical Kilometer di Chiavenna, mille metri di dislivello positivo superati in poco meno di 35', ad una VAM di oltre 1700 mt/h, arrivando a pochi secondi da quello che sino a quel momento era il record mondiale della specialità.
I tuoi record - registrati su Grimpeur.it - sulle salite della Tris del Lario sono di tutto rispetto;
12:24 sulla Onno, 24:15 sul Ghisallo e 38:50 sulla Nesso. Quanto ti sei dovuto allenare per ottenere questi risultati?
Tanto …, risultati così non si possono improvvisare ma sono il frutto di migliaia e migliaia di metri di dislivello in salita e dure sessioni di lavori specifici. Bisogna essere disposti a fare tanta fatica e sacrifici, ma personalmente sotto questo aspetto mi reputo fortunato in quanto sino ad ora sono sempre stato assistito da grande entusiasmo e forza di volontà. Per me affrontare una salita o effettuare dei lavori specifici non è mai sentito come un peso, e questo non penso sia da tutti, certamente è un bel vantaggio ...
Il problema degli amatori è riuscire a condividere gli impegni famigliari, lavorativi con quelli sportivi. Tu come ci riesci?
Bè, non è facile, ma determinazione e passione consentono di organizzarsi al meglio e "trovare" i giusti spazi da dedicare agli allenamenti, programmando per esempio le uscite feriali durante la semplice pausa pranzo o, in primavera / estate, all'alba prima di cominciare la giornata lavorativa.
Ad ogni modo volontà e carattere non devono mai mancare.
Davide Panzeri premiato alla GF Casartelli
Sappiamo che partecipi a pochissime gare amatoriali; c'è un motivo particolare?
Sostanzialmente perche a me piace pedalare e correre sopratutto per stare bene con me stesso alla continua ricerca dei i miei limiti personali e l’attività sportiva ha un ruolo fondamentale nel consentirmi di trovare un giusto equilibrio anche in tutto il resto delle cose.
Lo spirito agonistico certamente non mi manca e per questo ogni tanto trovo anche giusto mettermi in gioco e accettare il confronto con gli altri e quando ciò avviene voglio arrivare all’appuntamento con la corsa preparato al meglio e con la consapevolezza di poter dare il 100% delle mie possibilità.
Vuoi dare qualche consiglio ai giovani che si stanno avvicinando al ciclismo?
Certo, voglio dire che il ciclismo, così come la corsa in montagna, e gli altri sport di fatica, se affrontati con sani principi, si rivelano una vera e propria scuola di vita contribuendo alla formazione del carattere di una persona. A me hanno dato tantissimo insegnandomi ad affrontare nella giusta maniera le situazioni, i problemi e le difficoltà che frequentemente poi la vita di tutti i giorni ci presenta. E questo in particolare nelle nuove generazioni nelle quali spesso si denota la mancanza di riferimenti da seguire, non è cosa da poco...
Il Giro d'Italia 2010 è alle porte; chi è il tuo favorito e cosa pensi di Riccardo Riccò al suo rientro dopo lo stop forzato?
Per il Giro d'Italia il mio favorito e anche l'atleta per il quale tiferò è il campione del mondo Cadel Evans.
L'estate scorsa ad agosto mi è capitato di incrociarlo più di una volta mentre si allenava sui passi alpini tra St.Moritz e Livigno e ho avuto anche la possibilità di scambiare con lui quattro chiacchiere restando favorevolmente colpito dalla sua disponibilità e impressionato per i duri allenamenti in solitudine ai quali si sottoponeva dimostrando un carattere e un volontà ferree. Un mese e mezzo dopo a Mendrisio si sarebbe laureato campione del mondo...
Relativamente a Riccò invece trovo giusto che non sia stato invitato al Giro. I suoi modi spesso arroganti non mi sono mai piaciuti, e dopo la sua ammissione di essersi dopato con il ciclismo agonistico non avrebbe più dovuto avere nulla a che fare. Questo semplicemente per una forma di rispetto verso tutte le persone che credono nei principi di uno sport pulito, praticandolo nelle regole, o anche solamente tifando con fiducia per un campione.
Ultima domanda: i tuoi obiettivi per questa stagione?
L'obiettivo primario come sempre sarà quello di confermarmi sui miei livelli, in quanto ciò significherebbe che anche per la stagione alle porte avrò avuto la fortuna di potermi dedicare con continuità e senza particolari problemi alla mia passione e questa è la cosa fondamentale.
Poi conto di partecipare a 3-4 granfondo e a qualche gara in salita presente in zona.
Infine con gli amici del Bike Team Formaggilandia2 stiamo pianificando qualche bella trasferta in compagnia
sulle alpi alla scoperta di itinerari e passi alpini per apprezzare le bellezze della natura in “relativa” tranquillità.
Concludo approfittandone per fare nuovamente i complimenti a tutto lo staff organizzativo per la vostra bella manifestazione e augurando di cuore buone pedalate a tutti !!!, ciao
Davide
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